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CONDOMINIO

  • Avv. Ivana Consolo
  • 13 mar
  • Tempo di lettura: 1 min

A voi il mio nuovo articolo pubblicato su Il Sole 24 ORE NT Plus Condominio & Immobili.


La Corte d’Appello di Perugia, con la Sentenza 70/2026, ha dato una lezione importante sulla buona fede nei rapporti contrattuali.

Un condominio pensava di non dover pagare anni di arretrati alla Ditta di pulizie, perché non esisteva un preventivo firmato, e perché aveva chiesto una "sospensione" del servizio via PEC.

Ma i Giudici hanno dato torto al condominio, ed eccone i motivi:

✔️ COMPORTAMENTO CONCLUDENTE: se le addette alle pulizie condominiali puliscono ogni settimana, ed il condominio paga regolarmente per anni, il rapporto è pienamente provato, anche senza firma.

✔️ SOSPENSIONE vs RECESSO:

dire "interrompiamo momentaneamente", non significa chiudere il contratto.

✔️ STOP ALLE SCUSE: la mancanza di liquidità non è una impossibilità sopravvenuta ad adempiere, e non esonera dai debiti.

✅ IL PUNTO: accettare un servizio, e poi rifiutarsi di pagarlo, è contrario a buona fede. Il condominio viene dunque condannato a pagare fatture, spese legali, e sanzioni.


Di seguito il link all'articolo integrale:

 
 
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