CONDOMINIO
- Avv. Ivana Consolo
- 22 mar
- Tempo di lettura: 1 min
Eccoci ad un nuovo appuntamento con la Divulgazione Giuridica, sempre realizzata attraverso gli articoli che redigo per Il Sole 24 ORE.
Ci occupiamo di immobili che vengono adibiti ad un uso differente da quello abitativo, e ci poniamo la seguente domanda: un regolamento condominiale datato, può vietare un moderno B&B o una locazione turistica?
La risposta della Corte d’Appello di Milano (Sentenza n. 514/2026) è un deciso "NO", a meno che il divieto non sia esplicito.
Ecco i punti chiave della decisione che ogni proprietario ed Amministratore dovrebbe conoscere:
Parole chiare, non interpretazioni: i divieti che limitano il diritto di proprietà devono essere precisi. Espressioni desuete come "locanda" o "pensione" non si estendono automaticamente ai nuovi fenomeni turistici.
Locazione vs B&B: la Corte ribadisce la distinzione tecnica. La locazione turistica è il semplice godimento dell'immobile; il B&B implica servizi aggiuntivi (colazione, pulizie giornaliere, cambio biancheria). Senza prova di questi servizi, l'attività resta una lecita locazione breve.
L'onere della prova: non basta ipotizzare che i turisti siano "molesti". Il Condominio deve produrre prove concrete di disagi o di un'attività imprenditoriale organizzata, pena la soccombenza in giudizio.
Opponibilità del divieto: per essere vincolante per i nuovi acquirenti, il divieto regolamentare deve essere richiamato e accettato nell'atto di compravendita.
In sintesi: se il Condominio vuole vietare B&B ed affitti brevi, deve aggiornare il regolamento in modo dettagliato ed analitico. Il "senso sotteso" al testo non basta più: nel diritto moderno vince la chiarezza letterale.
Di seguito, il link all'articolo integrale:


