CONDOMINIO
- Avv. Ivana Consolo
- 26 mar
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Unire due balconi: quando il tempo salva il passato ma condanna il presente.
Il mio nuovo articolo pubblicato su Il Sole 24 ORE NT Plus Condominio & Immobili (richiamato anche nel Quotidiano oggi in Edicola), analizza e commenta la recente Sentenza 3195 del Tribunale di Roma, che offre un’importante lezione sul "fattore tempo" nell'edilizia.
Il caso: in un palazzo del '600 a Roma, un condòmino unisce due balconcini preesistenti per crearne uno unico. Ne consegue lo scontro con il proprietario del piano sottostante che sfocia in un giudizio dinanzi al Tribunale. Il Giudice investito del caso, ha applicato un distinguo cronologico fondamentale: i due balconcini originari restano al loro posto; difatti, anche se abusivi in origine, dopo 50 anni, il diritto a mantenerli si è consolidato per usucapione. La nuova parte centrale di collegamento, invece, essendo recente, deve rispettare le distanze legali (art. 907 c.c.) e necessita di titoli abilitativi (Soprintendenza e Genio Civile) qui assenti.
Nota sul decoro architettonico: non basta un'alterazione estetica per la condanna; se il prospetto è già compromesso da decenni, l'unione dei balconi non aggrava il danno.
In sintesi: Il diritto tutela ciò che il tempo ha consolidato, ma non tollera nuove espansioni abusive.
L'articolo integrale, al seguente link:


