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MINI-GUIDA ALLA LEGGE SUL "DOPO DI NOI" (Legge 112/2016)

  • Avv. Ivana Consolo
  • 25 gen
  • Tempo di lettura: 7 min

il "Dopo di Noi" si costruisce "Durante Noi". Iniziare già adesso a pensare agli strumenti previsti dalla Legge 112/2016, non è un gesto di resa, ma l'atto d'Amore più grande che una famiglia possa compiere per garantire ad un figlio una vita piena di dignità ed affetti anche nel futuro.


Che cos'è la Legge sul "Dopo di Noi" e qual è il suo obiettivo?

La Legge 112/2016 nasce per rispondere ad una domanda che ogni genitore di una persona con disabilità si pone: "cosa accadrà a mio figlio quando io non ci sarò più?".

L'obiettivo non è solo fornire assistenza, ma garantire il diritto ad una vita dignitosa ed indipendente, evitando che la persona fragile debba necessariamente finire in un Istituto. Difatti, tra le altre cose, la Legge mira a creare soluzioni abitative che ricordino il più possibile l'ambiente familiare.


A chi si rivolge?

La normativa è destinata a persone con disabilità grave (accertata ai sensi dell'art. 3, comma 3, della Legge 104/92), che siano prive di sostegno familiare, o i cui genitori non siano più in grado di fornire l'assistenza necessaria.


Come si accede?

L'accesso agli strumenti previsti dalla normativa può avvenire tramite i Servizi Sociali del Comune o dell'ASL di appartenenza. È fondamentale che venga redatto un Progetto di Vita (Legge 328/00), che è il "vestito su misura" cucito sulle esigenze specifiche, i desideri e le aspirazioni del ragazzo.


Gli strumenti pratici: cosa si può fare?

La Legge prevede diverse agevolazioni e strumenti per costruire un Progetto di Vita su misura:

Soluzioni abitative innovative: finanziamenti per co-housing, case-famiglia o gruppi-appartamento, dove il ragazzo può vivere con pochi altri compagni, mantenendo la propria autonomia.

Percorsi di autonomia: contributi per programmi che insegnino al ragazzo a gestire la propria quotidianità (cucinare, gestire il denaro, muoversi in città) finché i genitori sono ancora presenti ("Durante Noi").

Strumenti giuridici protetti: la Legge agevola fiscalmente la creazione di Trust, Vincoli di destinazione o Fondi speciali, che permettono di segregare dei beni (case o risparmi) affinché siano usati esclusivamente per il benessere del ragazzo, senza che nessuno possa toccarli per altri scopi. A tale riguardo, ecco il link ad un approfondimento già realizzato: https://www.avvivanaconsolo.com/post/la-tutela-patrimoniale-nel-dopo-di-noi


I vantaggi fiscali

Per sostenere le famiglie, lo Stato ha previsto importanti sgravi:

Esenzioni dalle imposte di successione e donazione per i beni inseriti in un Trust o fondo speciale.

Detraibilità delle Polizze Assicurative finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave (con massimali elevati).

Agevolazioni sulle imposte di registro e catastali per i trasferimenti immobiliari legati a questi progetti.


LE SOLUZIONI ABITATIVE

Cuore pulsante della Legge 112/2016 è l'idea di passare dal concetto di "posto letto in una Struttura" a quello di "casa propria". Vediamo dunque quali sono le Soluzioni Abitative innovative nel "Dopo di Noi".

Ebbene, l’obiettivo della normativa è ricreare contesti che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare. Non si parla di grandi Istituti, ma di piccole comunità inserite nel tessuto sociale urbano.


1. Tipologie di soluzioni previste

La Legge finanzia e promuove tre modelli principali:

Gruppi-appartamento (Co-Housing):  abitazioni in cui vivono poche persone (massimo 5), dove ognuno ha i propri spazi ma condivide aree comuni. È la soluzione ideale per chi ha una buona autonomia residua.

Case-famiglia: strutture di tipo familiare che offrono un supporto assistenziale più costante, ma mantenendo un clima accogliente e non ospedaliero.

Soluzioni di Housing Sociale: utilizzo di appartamenti messi a disposizione da Enti Pubblici, Associazioni o Fondazioni, spesso con canoni agevolati e servizi di assistenza modulabili.


2. Caratteristiche della "casa" secondo la Legge

Perché un’abitazione sia considerata idonea ai finanziamenti del Dopo di Noi, deve rispondere a criteri precisi:

  • Inclusione Sociale: la casa deve trovarsi in zone residenziali servite (vicino a negozi, trasporti, parchi) per evitare l'isolamento della persona disabile.

  • Personalizzazione: gli spazi devono essere arredati ed organizzati rispettando i gusti e le abitudini dei residenti.

  • Dimensioni contenute: la Legge pone un limite al numero di ospiti per garantire che il rapporto umano e l'assistenza siano di altissima qualità.


3. Il supporto tecnologico (Domotica)

Un punto molto importante da sottolineare è l'investimento che la Legge permette nella domotica sociale. I fondi possono essere usati per:

  • Sistemi di controllo remoto per la sicurezza (sensori caduta, fughe gas).

  • Automatismi per favorire l'autonomia (apertura porte, comandi vocali, gestione luci).

  • Strumenti di telemedicina e teleassistenza.


4. Come si finanzia la gestione?

Le famiglie spesso temono i costi di mantenimento di queste soluzioni abitative. La Legge 112 prevede:

  • Contributi per l'acquisto o la ristrutturazione: fondi regionali per adeguare gli immobili o abbattere le barriere architettoniche.

  • Sostegno alle spese di gestione: voucher o contributi mensili per coprire i costi degli Operatori, degli Educatori e delle utenze.

  • Integrazione con il patrimonio privato: e qui entrano in gioco il Trust o il Vincolo di Destinazione. I genitori possono destinare la casa di proprietà o una somma di denaro esclusivamente al mantenimento di quel progetto abitativo, con la certezza che tali risorse non verranno mai usate per altro.


5. La fase di transizione: il "Durante Noi"

È fondamentale capire che non si deve aspettare l'emergenza, ovvero che il ragazzo resti senza la sua famiglia. La Legge finanzia anche i "periodi di prova".

  • Il ragazzo può iniziare a frequentare la casa nel weekend o per brevi periodi mentre i genitori sono ancora presenti.

    Questo serve a ridurre il trauma del distacco futuro ed a permettere ai genitori di monitorare la qualità dell'assistenza e il benessere del figlio.


I PERCORSI DI AUTONOMIA: "imparare a vivere da soli"

Veniamo ora ai percorsi di autonomia, che sono forse la parte più "vitale" della Legge, perché agiscono sulla crescita della persona prima ancora che sulla gestione burocratica.

Nella normativa, l'autonomia non è vista come un traguardo "tutto o niente", ma come un processo graduale. I programmi previsti sono pensati per il "Durante Noi", perchè servono a preparare il distacco dalla famiglia in modo dolce, strutturato e rassicurante, sia per il figlio che per i genitori.


1. L'obiettivo: le "Abilità di Vita" (Life Skills)

Il finanziamento non copre solo l'assistenza, ma veri e propri interventi educativi volti a potenziare:

Autonomia domestica: imparare a cucinare pasti semplici, fare la spesa, gestire la pulizia della propria camera e l'uso degli elettrodomestici.

Autonomia sociale: orientarsi nel quartiere, utilizzare i mezzi pubblici, gestire il denaro (fare piccoli acquisti) e frequentare luoghi di aggregazione.

Gestione del tempo libero: sviluppare interessi propri e capacità di scelta, fondamentali per sentirsi "padroni" della propria vita.


2. La gradualità del percorso

I percorsi di autonomia vengono solitamente strutturati in fasi progressive: Frequenza diurna: il ragazzo passa alcune ore al giorno in contesti di gruppo o in appartamenti didattici.

Il "weekend di autonomia": è la fase cruciale. Il ragazzo dorme fuori casa per una o due notti a settimana con il supporto di Educatori. Questo permette al ragazzo di testare la propria capacità di stare lontano dai genitori in un ambiente protetto. Residenzialità temporanea: periodi più lunghi (una o due settimane) per consolidare le abitudini acquisite.


3. Il ruolo dell'Equipe Multidisciplinare

È importante sottolineare che le famiglie non sono da sole in questo processo. Ogni percorso è monitorato da:

  • Educatori Professionali: che lavorano "sul campo" con il ragazzo.

  • Case Manager: una figura di coordinamento (spesso dell'ASL o del Comune) che valuta i progressi e “corregge il tiro” se necessario.

  • La Famiglia: che rimane parte attiva nella definizione degli obiettivi del Progetto Individuale.


4. Finanziamenti e Risorse

La Legge 112 prevede che le Regioni eroghino fondi specifici per pagare:

  • Il personale educativo ed assistenziale dedicato a questi progetti.

  • Le spese di gestione dei laboratori o degli appartamenti dove si svolge l'addestramento all'autonomia.

  • Eventuali tecnologie assistive che facilitino l'apprendimento delle routine quotidiane.


Sin qui, ma senza pretesa alcuna di esaustività, gli aspetti essenziali della Legge sul "Dopo di Noi". Di seguito, alcune FAQ che possono rendere ancor più fruibile il presente contributo divulgativo.


FAQ: Domande e Risposte per le Famiglie


1. "Dobbiamo per forza aspettare che noi genitori non ci siamo più per attivare la Legge?"

Assolutamente NO, anzi. La legge incentiva il "Durante Noi". L'obiettivo è proprio evitare che il distacco avvenga in un momento di emergenza o lutto. Si può iniziare subito con i percorsi di autonomia ed i weekend fuori casa per abituare gradualmente il ragazzo e la famiglia stessa.


2. "Se mio figlio va a vivere in un gruppo-appartamento, perde il legame con noi?"

Assolutamente No. La casa del "Dopo di Noi" non è un Istituto chiuso, ma una residenza aperta. I genitori ed i parenti possono (e devono) continuare a far parte della vita del ragazzo, visitandolo e partecipando ai suoi progressi, proprio come farebbero se il figlio fosse andato a vivere da solo per motivi di studio o lavoro.


3. "Chi garantisce che la qualità dell'assistenza rimanga alta nel tempo?"

La garanzia è DOPPIA:

  1. Istituzionale: il Comune e l'ASL hanno l'obbligo di vigilare sul Progetto Individuale, che viene verificato periodicamente.

  2. Giuridica: se la famiglia decide di istituire un Trust, viene nominata una figura chiamata "Guardiano" (o Protettore), che ha il compito specifico di controllare che le volontà dei genitori siano rispettate e che il benessere del ragazzo sia sempre al centro.


4. "Cosa succede se i fondi regionali non bastano o finiscono?"

Il progetto del “Dopo di Noi” è pensato per essere sostenibile. Si basa su un mix di risorse: fondi pubblici (nazionali e regionali), l'eventuale pensione di invalidità/accompagnamento del ragazzo, ed il patrimonio che la famiglia ha deciso di destinare (attraverso Polizze o il Trust). La legge protegge queste risorse private affinché siano usate solo per quel progetto.


5. "Mio figlio ha una disabilità molto grave e non è autonomo. La legge vale anche per lui?"

CERTAMENTE SI'. La Legge è nata proprio per le "disabilità gravi". Per chi ha bisogno di un supporto h24, il progetto si concentrerà meno sulle abilità ad esempio di cucina, e più sulla creazione di un ambiente domestico sereno ed assistito da personale specializzato, dove il ragazzo possa ricevere cure ed affetto in un contesto non ospedaliero.



 
 
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