URBANISTICA
- Avv. Ivana Consolo
- 25 lug
- Tempo di lettura: 2 min
IL COMUNE SMARRISCE I DOCUMENTI? NON PUÒ DEMOLIRE LA TUA CASA!
Una vicenda che sembra uscita da un romanzo di Kafka, ma che è accaduta realmente ed è finita davanti al TAR Veneto concludendosi con una Sentenza importantissima (la n. 1389 del 23 Giugno 2026).
Immaginate di possedere una casa storica con regolari licenze ed abitabilità risalenti addirittura al 1924. Un giorno il Comune bussa alla vostra porta ordinando la demolizione di alcune parti dell'immobile (come garage e locali di servizio), sostenendo che siano abusive. Voi mostrate i permessi dell'epoca, ma l'Amministrazione risponde: "Sì, il permesso esiste, ma noi abbiamo smarrito le mappe grafiche nei nostri archivi storici, quindi dovete demolire".
Vediamo cosa hanno fatto i proprietari, che non si sono arresi ed hanno deciso di andare fino in fondo.
Le "prove bizzarre” usate dal Comune
Per giustificare l'ordine di demolizione a distanza di un secolo, l'Ente locale ha tentato il tutto per tutto, arrampicandosi sugli specchi ed utilizzando:
planimetrie catastali del 1951 parziali, imprecise e piene di contraddizioni geometriche rispetto alle mappe moderne
foto aeree della Royal Air Force (RAF) risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, caratterizzate da una risoluzione così bassa da rendere impossibile qualsiasi calcolo serio.
La decisione del TAR: uno scudo per i privati
I giudici del TAR Veneto hanno accolto il ricorso dei cittadini ed hanno smantellato la tesi del Comune pezzo dopo pezzo, stabilendo un principio fondamentale:
La disorganizzazione degli archivi comunali non può ricadere sul cittadino. Se il titolo edilizio è esistito ma il Comune lo ha perso, lo stato legittimo dell'immobile può essere dimostrato con altri mezzi (come foto d'epoca di famiglia o registri storici), proprio come previsto dall'art. 9-bis del Testo Unico Edilizia.
L'azione sanzionatoria del Comune richiede prove certe e non può basarsi su ipotesi o documenti parziali. L'ordinanza di demolizione è stata dunque annullata, ed il Comune è stato condannato a pagare le spese di lite.
Siamo dinanzi ad una Sentenza importantissima, che si trasforma in uno scudo insuperabile a tutela della proprietà privata e della certezza del diritto!
Articolo integrale al seguente link:


